Parrocchia dei Ss. Marco ev. e Martino vesc. in Ciserano

Santuario della Madonna di S. Marco

Santuario della Madonna di S. Marco
Il Santuario della Madonna di S. Marco (Ciserano)
(si ringrazia: Incas Foto Ciserano)

Santuario della Madonna di S. Marco

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Documento del Vescovo di Bergamo
che annovera la Chiesa della Madonna di San Marco
tra i Santuari della Diocesi di Bergamo

Documento del Vescovo di Bergamo

La chiesa della Madonna di S. Marco è per gli abitanti di Ciserano luogo di culto particolarmente sentito, legato alla memoria, alle tradizioni della comunità da sempre; le scarne notizie, le testimonianze si perdono nella notte dei tempi.
Le prime notizie si possono dedurre da una bolla papale di Papa Adriano che nel sec XII parla delle chiese di Ciserano, ma non chiarisce di quali edifici in particolare.
Trascorsi alcuni secoli altre notizie si deducono dalla nota di un delegato di S. Carlo Borromeo che, nel giugno del 1566, parla della chiesa in questi termini: "Quae dicitur olim esse paroecialis". Vengono descritte due chiese di Ciserano e in particolare per quanto concerne la chiesa di S. Marco, viene trovata in rovina, priva di porte e complessivamente in grave stato di conservazione, tanto che rivolgendosi ai ciseranesi li esorta ad una precisa scelta tra l'abbattimento o la ricostruzione. Minacciava di cadere.
Nel 1598 un delegato del Cardinale Federico Borromeo parla della chiesa di S. Marco "extra locum".
Un decreto vescovile del 1614 accenna ancora a due chiese di Ciserano, una parrocchiale, l'altra detta di S. Marco "extra ianuam", in uso per la devozione mariana per gli abitanti della contrada dei massari e per coloro che abitano al di là del fossato.
La volontà popolare ha portato negli anni successivi alla visita, a produrre interventi radicali di ricostruzione con l'aggiunta del campanile, delle sacrestie, le volte della navata e del presbiterio e altri interventi all'interno, fino a conferirle, in complesso, l'attuale aspetto architettonico.
I lavori svolti a cavallo tra il XVII e XVIII secolo furono interrotti per la grave pestilenza di manzoniana memoria per proseguire negli anni successivi fino al completamento delle opere.
Gli ultimi radicali interventi all'interno della chiesa furono eseguiti tra le due guerre mondiali con la sostituzione del pavimento, nuove affrescature e altri piccoli interventi di conservazione.
La devozione nel corso dei secoli non è mai venuta meno per il luogo, come dimostrato da diversi ex voto che, presenti fino a poco tempo fa in prossimità dell' altare vicino all'affresco della Madonna con il Bambino, venivano collocati nel tempo a testimonianza di grazie ricevute dai residenti ed anche per scampati pericoli o guarigioni.

All'inizio del secolo XX fu realizzata, sul terreno confinante, la scuola materna parrocchiale con relativi alloggi per le suore che conferì all'intero complesso la caratteristica di piccolo luogo conventuale posto al di fuori dell' antico borgo e separato da questi dall'antica strada francesca e dalle ultime tracce del fossato difensivo.
Gli interventi di restauro e consolidamento, terminati nel 2007, hanno rivelato tracce importantissime sulla storia del luogo e della chiesa stessa con il rinvenimento sotto il pavimento di innumerevoli sepolture in laterizio, in nuda terra e in ciottoli, lacerti di laterizio tardo antico e pietre tombali poste in strati successivi che, secondo gli archeologi, vanno dal XVII secolo fino a ipotizzare un periodo da identificarsi tra l'alto medioevo e il medioevo. Inoltre sono state rinvenute tracce di fondazione di edifici preesistenti sotto l'attuale muro esterno verso il cortile nonché, nello stesso cortile, le strutture relative ad un più antico edificio di culto di incerta datazione; così come
sempre sul muro menzionato è stato rinvenuto una parte residua di affresco con vicino le tracce di una preesistente piccola finestrella tanto da ipotizzare che il primitivo complesso sia da ricondurre al romanico, oltre al fatto che nelle sepolture sono stati rinvenuti piccoli oggetti (anelli, una piccola croce e monili vari).

L'affresco della Madonna con il Bambino, secondo i restauratori, si può far risalire presumibilmente, in particolare nella parte dei volti, al secolo XIV-XV, comunque rimosso da precedente edificio e ricollocato nell'attuale sito.
La collocazione particolare del complesso all'esterno del antico borgo è probabilmente dovuto alla presenza della citata strada Francesca o Francigena che ripercorreva un più antico tracciato di epoca romana posto sulla centuriazione che da Pons Aureoli (Canonica D' Adda) collegava Milano con Bergamo e Brescia (Carta Archeologica della Lombardia e ritrovamenti presso l'oratorio dei SS. Cosma e Damiano in Verdello).

 

Domenica 22 ottobre 2006
Inaugurazione dei lavori di restauro della Chiesa

Discorso del Sig. Dott. Emilio Ubiali, nel giorno dell’inaugurazione dei restauri della Chiesa, con la presenza del Vescovo di Bergamo,Mons. Roberto Amadei

Sei stata per  lungo tempo luogo di preghiere e di lacrime, in giorni di Grazia e di ombre, rinfrescanti la fatica del lavoro:  Chiesa della Madonna di San Marco.
In anni più recenti di progresso e dimenticanze sei sopravvissuta  testimone di desolazione e di incuria, di abbandono e di furti. 
Oggi restaurata e rinnovata  riveli il tuo semplice splendore di chiesa di campagna, opera di quei nostri padri, le cui tombe sotto questo pavimento, sono testimonianza di una continuità di intenti e di Fede.
Ora mostri di nuovo a tutti  i tuoi piccoli tesori: le poche tele restaurate e non rubate, il frammento dell’antico affresco recuperato, il tuo portico arioso e snello, il volto della Vergine delle nostre preghiere. 
I lavori di  Restauro sono stati  di tipo conservativo.  Hanno sistemato e  rafforzato le strutture del tetto, le opere murarie portanti, i pavimenti, i vespai, gli intonaci, gli infissi e gli affreschi, il campanile, il portico e la sacrestia. Hanno eliminato muffe, infiltrazioni, umidità ed improvvidi rifacimenti di intonaci e di colori. Hanno rinnovato il sistema di riscaldamento, hanno riscoperto antiche fondamenta.
Hanno consentito la realizzazione di quest’opera:
-  l’infaticabile don Luciano
-  le offerte mensili delle famiglie, raccolte dalle nostre insostituibili donne.
-  le fatiche del gruppo della “Festa dell’Oratorio”
-  sponsor  e Prestiti da privati,
-  gli architetti di Ciserano
-  il Comune, ed uno sparuto finanziamento provinciale
-  l’impegno e la generosità  di tante persone di buona volontà.
Ma il lavoro non deve fermarsi, perché resta ancora da fare.

Ora la chiesa di San Marco è di nuovo pronta ad accogliere le nostre preoccupazioni, le nostre invocazioni, le nostre gioie e i nostri ringraziamenti.  Per questo è valso la pena  rimuovere gli insulti degli anni.
Quando è stato proposto il progetto di restauro, fra le altre cose è stato scritto: l’opera è indispensabile per indicare ai nostri figli ed ai loro figli la strada della memoria e della continuità,  per rinnovare la fede dei nostri padri contadini e dei nostri figli, operatori in un mondo sempre più vasto, ma senza radici. Da oggi occorre lavorare per mantenere fede a questo proposito: ridarti vita con partecipazione viva e sentita.

Non posso chiudere non ricordando don Angelo, che con i suoi scritti molto ha contribuito a tenere viva la memoria di questo luogo. 
In una sua poesia credo che egli abbia profeticamente anticipato il nostro sentimento di oggi:
C’è un pezzo del mio cuore
Nella chiesetta isolata
E molto amore raccoglie da tutti
Perché sanno che la Vergine buona
Dal volto colore di terra
È in un’arca di grazie
Fra Angeli che adorano
e Santi che pregano
sulle vivide tele del tempo.