Notizie storiche
In questa sezione potete consultare:
- un resoconto della storia della parrocchia
- alcuni dati riguardanti l'edificio della chiesa parrocchiale
Buona lettura!
NOTIZIE STORICHE
Per diversi secoli Ciserano è stata terra di confine tra Venezia e Milano, dall’anno 1428 il paese si trova in una situazione particolare che è causa di numerose lotte interne:
religiosamente appartiene alla diocesi milanese e politicamente alla repubblica veneta. Solo dal 1788 il paese di Ciserano fa parte della Diocesi di Bergamo.
“in Cisirano ecclesiam sancti Martini et sancti Marci cum omnibus earum pertinentiis”
La chiesa Parrocchiale dedicata a san Martino e la chiesa della Beata Vergine di san Marco compaiono per la prima volta il 23 giugno 1155 nell’elenco delle chiese sottoposte alla giurisdizione della pieve di san Giovanni Evangelista di Pontirolo in una Bolla Papale di Adriano IV.
In seguito alla soppressione della pieve di Pontirolo, nel 1597 la parrocchia di Ciserano entra a far parte della vicaria di Verdello, a cui ancora oggi appartiene.
In occasione della visita pastorale del cardinale Carlo Borromeo avvenuta il 26 seffembre 1566 la parrocchiale risulta essere consacrata e sufficientemente provvista di arredi. La chiesa cinquecentesca si presenta molto più piccola di quella attuale: a base rettangolare, con tre altari e un tozzo campanile a ridosso del presbiterio.
La chiesa viene descritta in modo dettagliato nei verbali della visita pastorale realizzata il 18 dicembre 1581 dall’Arciprete del Duomo di Milano, Offaviano Abbiati Foreri:
“La chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Marco e Martino, consta di una sola navata, in cima alla quale si trovano tre altari di cui è peraltro taciuta l’intitolazione... alcune tombe non megllo identificate; manca del tutto 11 pulpito. In fondo alla chiesa, a sinistra appena entrando, si trova la cappella del battistero, anch’essa delimitata da un recinto ligneo... due sono le porte: la centrale si apre nella facciata ed è sormontata da una finestra rotonda, una seconda porta laterale si apre sul lato sud dando sulla via, al di là della quale sorge la casa del parroco... Passando all’esterno, all’altezza dell’angolo settentrionale della facciata ed in esatta corrispondenza della cappella del battistero sorge i1 campanile, sul quale trovano posto due campane e un orologio... A fianco del campanile e davanti alla facciata della chiesa si trova 11 cimitero, del tutto privo di recinzione. Addossata al lato sud della chiesa all’altezza della cappella maggiore, sorge la piccola sacrestia...”
In seguito alla visita del vicario di Verdello don Carlo Andrea Basso nel 1612 e alla successiva visita due anni dopo del cardinale Federico Borromeo viene ordinata la ristrutturazione complessiva della parrocchiale.
In primo luogo si consiglia di ampliare il presbiterio: siccome questa nuova costruzione avrebbe coinvolto anche lo spazio della sacrestia esistente, questa andava ricostruita verso Sud. La ristrutturazione dello spazio presbiteriale comprendeva la realizzazione di un tabernacolo più elegante e la sostituzione dell’altare del Rosario con il nuovo pulpito.
Inoltre andava demolito il pericolante campanile posto all’altezza della facciata per costruire al suo posto la cappella del battistero debitamente ornata di sacre immagini. Quindi si doveva procedere alla nuova costruzione della torre campanaria in prossimità della parete Sud del presbiterio.
I lavori di ristrutturazione vennero iniziati subito dopo le direffive con l’ampliamento del presbiterio e un nuovo pulpito appena fuori dall’altare maggiore.
Nel 1660 furono realizzate tre vetrate sopra l’ingresso principale e quattro anni dopo finalmente si concludono i lavori del campanile. Ma all’inizio del secolo successivo la torre campanaria richiede ancora ulteriori lavori di consolidamento a causa delle numerose fessure presenti nella parte centrale della torre, dove scopriamo che era collocato un dipinto rappresentante il leone di san Marco.
Nel 1735 proseguono i lavori della chiesa sia all’interno, dove viene ampliata e decorata con stucchi e oro la cappella dedicata all’altare del Rosario, che all’esterno dove venne sistemato il cimitero che era localizzato sia davanti all’ingresso principale che lungo il prospetto nord della parrocchiale.
Nella seconda metà del settecento si procede alla realizzazione degli apparati decorativi del presbiterio e del coro.
Dai verbali della visita pastorale del cardinale arcivescovo di Milano Pozzobonelli del 1754 veniamo a conoscenza delle precise dimensioni della chiesa:
“Formata da un un’unica navata, la chiesa misurava cubiti o braccia 47 di lunghezza, 24 di larghezza e 28 di altezza. In testa si apriva la cappella maggiore o presbiterio: di forma semicircolare, larga 23 braccia, profonda 19 e alta 24 aveva la volta ornata da stucchi e pitture a soggetto sacro...”
Considerando che il braccio come unità di misura usata a Milano misura circa 60 cm, si deduce che la chiesa a metà del settecento fosse lunga circa 28 metri, larga circa 14 metri e alta 17 metri.
Si può inoltre affermare che il presbiterio attuale è seicentesco con decorazioni e stucchi realizzate nel secolo successivo.
Ne consegue che la facciata originaria era arretrata di circa 10 metri rispetto a quella attuale, essa era localizzata in prossimità della seconda campata, infaffi gli altari laterali erano solo quattro.
All’esterno, il prospetto principale era coperto da un porticato decorato con numerosi affreschi, che nel 1864 venne demolito a causa dei lavori di ampliamento della chiesa (cfr. allegato n. 1). L’anno successivo la nuova parrocchiale venne consacrata da monsignore Pierluigi Speranza, vescovo di Bergamo.
“Passato un secolo da quando questa chiesa fu consacrata, i fedeli col parroco Bombardieri ricordano il concilio Vaticano secondo e i grandi patroni, generosamente vollero che il tempio fatiscente per il tempo nell’anno 1965 fosse totalmente restaurato”.
Nel 1965 in occasione del centenario della consacrazione, vengono realizzati i lavori di restauro della chiesa (cfr. allegato n. 2).
Si procede infaffi all’intonacatura e tinteggiatura delle facciate, alla sistemazione delle coperture e del campanile; vengono inoltre ristrutturati la sacrestia e i locali ad essa adiacenti.
CONOSCENZA DELL'EDIFICIO
La chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Marco Evangelista e Martino Vescovo è situata nel centro del paese di Ciserano e si affaccia su piazza Giovanni XXIII adibita a parcheggio e area verde. La posizione della chiesa, completamente circondata da spazi aperti e da edifici di modesta elevazione, permette alla stessa un buon soleggiamento ed una discreta illuminazione.
L'edificio, orientato sull'asse Est-Ovest, presenta un piccolo spiazzo antistante caratterizzato da un sagrato in lastroni di pietra di proprietà comunale.
PROSPETTI INTERNI E APPARATI DECORATIVI
Internamente l’edificio è costituito da una navata centrale voltata a botte illuminata da otto finestrelle laterali. Ai lati della navata sono presenti quattro altari per ogni lato coperti da volte a tazza.
L’ampia zona del presbiterio è carafferizzata da una cupola con lucernario completamente affrescata e ricca di apparati decorativi settecenteschi. Anche la navata centrale si presenta riccamente decorata con tele, affreschi, stucchi e dorature..
PROSPETTI ESTERNI E COPERTURE
Il prospetto principale della chiesa è molto semplice, con il corpo centrale scandito da sei lesene in muratura su cui si imposta un timpano triangolare. Le lesene poggiano su una zoccolatura in pietra e sono decorate da capitelli in stile corinzio. Questo fronte è impreziosito da due statue in pietra di Vicenza realizzate dallo scultore Camillo Remuzzi,
collocate ai lati della facciata e da una croce in ferro battuto sulla cuspide del timpano.
L'ingresso principale è caratterizzato da un portale in pietra con un architrave sagomato che si conclude con una cimasa con edicola centrale ospitante lo scudo con lo stemma del vescovo di Bergamo.
La porta principale in rame è stata realizzata dallo scultore Paolo Nani in occasione degli ultimi lavori di restauro. (1965)
Il prospetto principale presenta sopra il portale un'ampia lunetta centrale con cornice, moda nata e vetrata decorativa raffigurante il Cuore Immacolato di Maria con ai piedi i tre patroni di Ciserano: san Marco, san Martino e san Giuliano. Un doppio cornicione di coronamento corre lungo tutti i prospetti laterali che sono caratterizzati da uno zoccolo di pietra e si presentano completamente intonacati con tracce di vecchie tinte di colore
giallo. La copertura è realizzata con struttura portante in legno, ed è composta da travi. Il tetto non risulta isolato termicamente ne dotato di protezioni sottocoppo contro le infiltrazioni d'acqua.
PROSPETTI INTERNI E DEGRAO
Internamente l’edificio è costituito da una navata centrale voltata a botte, illuminata da otto finestrelle laterali. Ai lati della navata sono presenti quattro altari per ogni lato coperti da volte a tazza.
L'ampia zona del presbiterio è caratterizzata da una cupola con lucernario
completamente affrescata e ricca di apparati decorativi settecenteschi. Anche la navata centrale si presenta riccamente decorata con tele, affreschi, stucchi e dorature.
ANALISI DEL DEGRADO
La parrocchiale di San Marco e Martino è stata oggetto di una attenta analisi tesa alla descrizione dello stato di conservazione della chiesa e al rilievo delle principali sintomatologie di dissesto statico e di degrado.
Una prima osservazione globale dello stato di conservazione del manufatto evidenzia la presenza di un degrado materico diffuso e significativo attribuibile fondamentalmente agli agenti atmosferici, alla presenza di umidità e al conseguente attacco di biodeteriogeni.
Una attenta osservazione delle murature ha permesso di ipotizzare buone condizioni di salute della struttura. Non sono state infatti rilevate fessurazioni o lesioni attribuibili a cedimenti della struttura o del terreno, né è stata rilevata alcuna anomalia nell'ancoraggio tra le strutture verticali e tra queste e gli orizzontamenti.
I PROSPETTI ESTERNI
Per quanto riguarda nello specifico l'analisi dei prospetti esterni della chiesa, le prime osservazioni ed annotazioni riguardano le condizioni statiche degli stessi. Il sopralluogo non ha evidenziato segni di dissesto statico: non sono infatti state riscontrate lesioni e fessurazioni che per conformazione, sviluppo, dimensione e posizione inducano a supporre problemi di natura statica. Le fessure rilevate sul prospetti interessano con ogni probabilità il solo strato superficiale di intonaco;
Per quanto riguarda le condizioni di degrado materico non è invece possibile fare analoghe considerazioni.
I prospetti esterni della chiesa sono infatti in cattivo stato di conservazione, il degrado è ascrivibile agli agenti atmosferici, alla presenza di umidità (per risalita capillare, per precipitazione diretta e per percolamento dai canali di gronda e dai pluviali in cattivo stato di conservazione).
I prospetti presentano alterazione cromatica con segni evidenti di efflorescenze e un forte attacco di biodeteriogeni su tutta la zoccolatura perimetrale, in particolare lungo il prospetto su via Roma.
Lo zoccolo risulta interessato da alterazione cromatica, macchie di umidità per un'altezza di circa 70-80 cm dal piano stradale, deposito superficiale e presenza di patina biologica. Si leggono inoltre rattoppi e chiusure realizzate in epoca più recente.
Il portale in pietra del prospetto principale è interessato da una evidente
manifestazione di degrado: si riscontrano macchie scure, soprattutto nelle parti alte, legate al percolamento delle acque meteoriche e si rilevano parziale erosione e patina biologica.
Anche gli elementi decorativi del prospetto principale si presentano degradati: sono alterati nella loro colorazione, interessati da macchie scure, umidi e ricoperti da patina biologica. Una analoga situazione di degrado generalizzato è riscontrabile sugli altri prospetti.Gli ingressi laterali si presentano in buono stato di conservazione, con una leggera alterazione cromatica e macchie di umidità nella parte bassa.
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