Parrocchia dei Ss. Marco ev. e Martino vesc. in Ciserano

Articolo

Una comunità catechista

Siamo all'inizio dell'anno catechistico. Un impegno gravoso che è dovere della comunità. “Guai a me se non annunciassi il Vangelo” affermava S. Paolo.
Un impegno che è diretto e offerto a tutta la comunità: bambini, ragazzi, adolescenti, giovani, genitori e adulti in genere, in momenti e modalità diverse.
Una missione in cui sono coinvolti in prima persona i sacerdoti, i catechisti e gli animatori degli adolescenti.
Occorre davvero ringraziare di cuore i catechisti e gli animatori per il loro servizio e la loro generosità in un compito che non è per niente facile, anzi!
Ma pur essendo in tanti, non possiamo bastare. Occorre che siamo sostenuti da tutta la comunità.
In un intervento il Vescovo affermava con forza. “Tutta la comunità deve assumersi la responsabilità della catechesi nel proprio territorio se non vogliamo che essa sia fallimentare".

Cosa vuoi dire questo?
Vuol dire che tutta la comunità, ognuno di noi insieme, con la sua vita, il suo esempio, col suo modo di credere, di celebrare, di testimoniare può aiutare o meno a credere di più, a celebrare meglio e a testimoniare in modo più autentico.

  • Una comunità è catechista quando partecipa ai momenti di formazione e non continua a pensare che “è cosa da bambini”

  • Una comunità è catechista quando non si limita a mandare i propri figli alla Messa e al Catechismo ma tutti vi partecipano.

  • Una comunità è catechista quando partecipando alla liturgia prega e canta in un modo attiva e gioioso.

  • Una comunità è catechista quando in chiesa non va a cercare i posti in fondo per chiacchierare meglio, più indisturbati e per uscire prima.

  • Una comunità è catechista quando in famiglia sa trovare il tempo per pregare ascoltare la Parola di Dio

  • Una comunità è catechista quando sa dare il tempo necessario e la giusta priorità a Dio, alla sua Parola e alla preghiera.

  • Una comunità è catechista quando non si vergogna della propria fede, ma , senza ostentazioni, ne è orgogliosa pur nel rispetto di tutti

  • Una comunità è catechista quando continuamente ricerca stili, strade e modalità nuove per annunciare il Vangelo e educare alla fede le nuove generazioni

A partire da tutto questo, proviamo a domandarci se ognuno di noi è catechista, se la nostra famiglia è catechista.
Se ognuno di noi, non siamo un po’ catechisti, neanche la comunità (che è l'insieme di ognuno di noi e di ogni famiglia) sarà catechista. Ma allora ogni sforzo di far catechesi e di annunciare il Vangelo è destinato al fallimento. A meno di miracoli dello Spirito Santo
 
COMUNITA’  IN CAMMINO
La comunità cristiana è sempre una comunità in cammino: se no è una comunità morta! In cammino verso la Patria-casa del Padre, certo, ma intanto in cammino attraverso il mondo. E non da spettatrice, ma da protagonista nelle vicende della vita e della storia dell’uomo. Il nostro cammino di comunità parte da questa premessa: per questo occorre non perdere mai di vista la meta finale, ma nello stesso tempo essere sempre attenti alla vita qui, oggi, per esserci dentro non come dominatori, ma da servi.
In comunione con tutta la Chiesa di Bergamo il nostro cammino pastorale di questo anno avrà questa caratteristica: ciò che crediamo e celebriamo nella liturgia lo testimoniamo attraverso la carità e l'attenzione all'uomo.
Avremo in questo senso due priorità:

  • l’attenzione verso le giovani famiglie

  • la formazione e l’attenzione agli adolescenti e ai giovani

Le forme saranno diversificate (dialogo, confronto, formazione, Parola di Dio, esperienze…) ma la finalità è unica: darci una mano per essere una comunità che sa quel che crede e celebra e lo testimonia nella vita.
Tutti in cammino, unendo le forze perché ci sta a cuore l’uomo e il suo destino. Questa è la nostra missione. Non possiamo tirarci indietro!

CATECHESI per Bambini – Ragazzi – Adolescenti - Adulti
Carissimi genitori, e cristiani tutti,
mi sembra doveroso ribadire l’importanza della catechesi, come cammino personale di fede, che coinvolga tutta la vita di genitori e figli, come un itinerario progressivo che non si conclude mai.
Ed è per questo motivo che mi permetto di insistere, all’inizio di questo nuovo anno, perché i ragazzi partecipino alla catechesi, anche se non si preparano, in particolare, a ricevere un sacramento nell’anno in corso. La catechesi non ha come unico scopo l’iniziazione sacramentale, ma l’educazione a un cammino di fede unitario e costante!
Ricordiamoci che nell’intricata vicenda quotidiana fatta di luci e di ombre, il Signore è presente e vicino.


CON FIDUCIA E IL CUORE IN MANO… RIPRENDIAMO

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